Cristina Gabetti

il giusto limite

by cristina - March 3rd, 2010.
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Nello spirito della convivisione, anima del web, vi invito a leggere l’estratto di un libro che mi ha mandato un amico. Potrebbe essere stato scritto oggi. Godetevi la saggezza dei pensieri che espone, senza affidare etichette culturali o temporali:

“A questo proposito, penso che i giapponesi di un tempo fossero molto più saggi degli occidentali. Di recente il pensiero occidentale – bisogna affrontare le cose con spirito positivista – va di gran moda, ma ha un grosso svantaggio. Non conosce limiti. Per quanto si insista ad andare avanti, non si è mai soddisfatti e non si raggiunge mai la perfezione. Lo vedi quel cipresso laggiù? Toglie la visuale, meglio farlo abbattere. Ma dietro c’è una pensione che dà ugualmente fastidio. E se si fa radere al suolo la pensione, questa volta è una casa a darci sui nervi. Non c’è limite, per quanto si avanzi. Questo è il metodo degli occidentali. Neppure Napoleone o Alessandro, dopo le loro conquiste, si sono sentiti del tutto soddisfatti.

Il sistema oligarchico non ti piace, vuoi passare alla democrazia, ma una volta passato alla democrazia sei deluso e auspichi un’altra forma di governo. Il fiume ti dà fastidio e ci metti un ponte. Non sopporti la montagna e scavi un tunnel. Il traffico ti annoia, costruisci una ferrovia. Ma non è in questo modo che potrai essere definitivamente soddisfatto. E anche se lo fossi, fin dove un essere umano può appagare la propria volontà in maniera positiva? La civiltà occidentale è forse positivista e progressista ma tutto sommato è stata creata da uomini che hanno vissuto tutta la vita scontenti. La civiltà orientale non cerca la propria soddisfazione attraverso il cambiamento di fattori esterni a sé. Si è sviluppata secondo il principio fondamentale che non bisogna spostare i confini del proprio territorio, in questo è agli antipodi di quella occidentale. Se la relazione tra genitori e figli non è buona, non cerchiamo di migliorarla per sentirci tranquilli, come farebbero gli occidentali. L’accettiamo com’è e proviamo a trovare un modo per convivere ugualmente in pace. La stessa cosa vale per la relazione tra marito e moglie, tra persone di classi sociali diverse e per il nostro modo di considerare la natura stessa. Se una montagna ci impedisce di andare nel paese vicino, non ci viene l’idea di spianarla, ma ci inventiamo una ragione che non renda più necessario recarci in quel paese. Ci alleniamo a essere soddisfatti anche senza spianare la montagna. Guarda i seguaci dello Zen e i confuciani, loro sì che hanno una comprensione profonda di questo problema. Nessuno a questo mondo, per quanto in alto salga, può fare tutto quello che vuole. Nessuno potrà impedire che il sole tramonti a Ovest, o invertire il corso del fiume Kamo. L’unica cosa su cui possiamo agire è il nostro spirito.

Si racconta che un monaco buddhista*, tanto tempo fa, nel momento in cui stavano per tagliargli la testa, abbia pronunciato questa frase bellissima: “Il guizzo della folgore, e la tua spada taglierà solo la brezza di primavera!”. Sforzandosi di raggiungere la libertà di spirito e arrivando al limite estremo della passività, si diventa forse capaci di questa straordinaria forza spirituale.”

tratto da Io sono un gatto , di Natsume Soseki. 1905

*Mugaku Sogen, nome giapponese del monaco cinese Wuxue (1226-1286), che nel 1282 fondò nella città di Kamakura il tempio Engaku, centro della setta Zen Rinzai in Giappone. La frase citata indusse il soldato incaricato di tagliargli la testa a risparmiargli la vita.

2 Responses to il giusto limite

  1. Molto bello! E’ sul nostro spirito che bisogna lavorare anche se troviamo più facile agire su ciò che è esterno….

  2. Your article appears very interesting but, as earlier, i’ve some troubles with your rss feeds : (Have got you met troubles using Google Chrome in order to subscribe to feed? Chrome doesn’t redirect to any page after i click rss button.

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