Cristina Gabetti

occhio allo spreco ha anticipato la norma sui sacchetti compostabili

by cristina - January 27th, 2012

E’ uscito il decreto che sancisce che i sacchi per asporto merci usa e getta devono essere compostabili, certificati a norma UNI EN 13432 e garantisce che siano utilizzabili  per la raccolta  della frazione umida senza creare intralci ai sistemi di compostaggio. I sacchi in polietilene sono ammessi purchè riutilizzabili, ovvero con spessori minimi di 200 micron per l’alimentare e 100 micron negli altri usi. Gli spessori sono  sufficienti per molti  riutilizzi ma il  costo di quei sacchetti sarà un incentivo a preferire borse riutilizzabili che già abbiamo.

http://www.vglobale.it/index.php?option=com_content&view=article&id=13928%3Asacchetti-e-legge-il-nuovo-bando&catid=5%3Aultime&Itemid=121&lang=it

 

 

 

plastica a km zero

by cristina - January 25th, 2012

Il 3 dicembre 2011 Occhio allo Spreco s’è occupato di una nuova bioplastica prodotta con lo scarto di lavorazione di barbabietola e canna da zucchero: la melassa.

http://www.striscialanotizia.mediaset.it/video/videoextra.shtml?14151

 

La spiaggia che vedete è in una riserva naturale, e dopo 40 pezzi di plastica interi: bottiglie, accendini, suole di scarpa, reti, flaconi, ho iniziato a notare decine e decine di pezzi piccoli frammenti. Ho dovuto smettere di contare, per non guastare del tutto un’esperienza sublime, immersa nel blu, su una lingua di sabbia bianca tra due mari.

Quello che succede vicino a noi ha un raggio d’azione enorme – sia in negativo, che in positivo. Agganciamoci sull’onda di chi ha fatto il salto di paradigma e si sta svezzando da ciò che nuoce alla natura, preferendo, a materiali e sostanze inquinanti,  materiali pensati per tornare alla natura.

Domani al Macef (h. 15 – Eco Cafè – padiglione 4) http://www.macef.it/uncaffecon parlerò con  Marco Cappellini di Matrec http://www.matrec.it/Site/index.html di stili di vita e cicli di vita. Il futuro sta nel mettere oggetti sostenibili nelle mani di persone sensibili, diffondere il piacere di vivere in modo più armonioso con gli altri esseri viventi, promuovere lo sviluppo di soluzioni pensate per un mondo sempre più complesso. Quel futuro deve diventare presente. Adesso.

http://www.ilgiorno.it/cronaca/2012/01/20/656284-settimana_macef_logic.shtml

 

un buon motivo per consumare meglio

by cristina - January 23rd, 2012

 

Chris Jordan è un artista di grande talento che sa fare scacco alla mente attirando lo spettatore a immagini iconiche per per poi colpirlo al cuore, scatenando lampi di coscienza.

Fate clic sul link, poi cliccate sulla foto e seguite il viaggio dal totale al particolare, e solo alla fine, spostatevi sul cursore per leggere la didascalia.

Spero che vi scateni la voglia di evolvere da uno stile di vita superato dai tempi.

http://www.chrisjordan.com/gallery/rtn2/#venus

dibattito sulle informazioni trasmesse nella puntata di sabato 14 gennaio

by cristina - January 18th, 2012

Nella brevità dei servizi di Occhio allo Spreco siamo obbligati a semplificare temi molto complessi, ma dietro a quei pochi minuti c’è un lavoro attento, e quando sbagliamo siamo i primi a riconoscerlo.

Dopo la messa in onda mi è arrivata una mail da un telespettatore che lavora presso un’azienda di film plastici idrosolubili, in cui scrive: “Non si possono dare  in pasto a tutta l’opinione pubblica informazioni distorte e forvianti, come purtroppo quelle che ti hanno fatto dire, che penso non vengono da una analisi accurata del problema o quantomeno frutto di una tua convinzione.”

Premetto che nessuno, grazie a Dio, mi “fa” dire nulla, e, come avrete modo di leggere, le informazioni che abbiamo trasmesso sono corrette.

Il telespettatore prosegue dicendo:
“Vorrei correggerti in quanto biodegradabile è un prodotto che si trasforma in anidride carbonica, acqua e biomassa cellulare nel suo fine vita controllabile su basi composizionali e compostabile si trasforma sempre negli stessi 3 componenti ma solamente in una situazione di compostaggio riducendo il suo peso del 90% e lo deve fare in 6 mesi e non 3 come hai indicato.”

A questo proposito, spiego perchè abbiamo detto “3 mesi”, citando lo standard europeo UNI EN 13432:2002 che disciplina il requisito di biodegradabilità applicato al contesto del compostaggio. La norma prescrive che i materiali per potersi fregiare della certificazione  di compostabilità debbano rispettare i seguenti quattro criteri:
Biodegradazione: è la degradazione dovuta dall’azione di enzimi specifici che comporta una modifica significativa del composto chimico (con rilascio di acqua, di CO2, di metano e di calore). Entro 6 mesi, il90% del materiale deve essere biodegradato.
Disintegrabilità , cioè la frammentazione e perdita di visibilità nel compost finale (assenza di contaminazione visiva). Misurata con una prova di compostaggio su scala pilota o reale. Il materiale in esame deve essere biodegradato insieme con rifiuti organici entro dodici settimane (circa 3 mesi). Alla fine il compost viene vagliato con un setaccio di 2 mm di luce. I residui del materiale di prova con dimensioni maggiori di 2 mm sono considerati non disintegrati. Questa frazione deve essere inferiore al 10% della massa iniziale.

http://www.gestionale.legambiente.org/ecosportello/upload/File/norma%20en%2013432.pdf

Walter Giacetti, che è intervenuto nella puntata, spiega qui la questione, al fine di chiarire ogni malinteso:

“Nel servizio di Occhio Allo Spreco del 14 gennaio us è stato quindi indicato correttamente il tempo di tre mesi come riferimento per la degradazione completa (vedi parametro sperimentale della disintegrabilità), in quanto il manufatto per essere dichiarato compostabile DEVE (al 90%) disintegrarsi (in minuscole particelle inferiori ai 2 mm) entro 12 settimane.
In Italia è stato principalmente il Consorzio Italiano Compostatori  http://www.compostabile.com/partner.html che ha promosso il circuito di certificazione di manufatti compostabili definendo l’apposito logo a cui abbiamo fatto riferimento nel servizio (utilizzando ovviamente la norma UNI EN ISO 13432) al fine di promuovere gli stessi in una logica di filiera in modo da favorire il processo di compostaggio che, e giova ricordarlo, è assolutamente strategico e fondamentale per il raggiungimento degli obiettivi di riciclaggio dei rifiuti previsti dalla Norma Europea. Teniamo inoltre presente che la stessa Legge nazionale sulla gestione dei rifiuti (art 182 comma 1 D.lgs 152/06 “La raccolta separata dei rifiuti organici deve essere effettuata con contenitori a svuotamento riutilizzabili o con sacchetti compostabili certificati a norma UNI EN 13432-2002) prevede che i sacchetti utilizzati per la raccolta della frazione umida siano certificati secondo i sopracitati standard Europei, quindi qualsiasi sacco diverso utilizzato per la raccolta dell’umido di cucina è di fatto contro la Legge.
Nel servizio abbiamo dato in maniera lineare e sintetica delle informazioni di compatibilità dei sacchi attualmente in commercio rispetto alla norma nazionale ed europea e rispetto credo anche ad una corretta logica di utilizzo.”

Il telespettatore in questione prosegue ancora dicendo:

“Nell’intervento di Walter Giacetti si fa riferimento alla carta che in assoluto al mondo è il prodotto che consuma più acqua per tonnellata,  e quantomeno opinabile che sia idonea alla raccolta della frazione umida del rifiuto solido urbano in quanto come ben noto la carta in contatto con l’acqua si frantuma.”
E l’ingegner Giacetti risponde:

“Sull’utilizzo dei sacchi di carta e delle bioplastiche compostabili si è espresso solo un giudizio di compatibilità rispetto all’impiego come sacco nella raccolta della frazione organica. In merito alla presunta inidoenità della carta dal punto di vista strutturale si deve invece osservare che esistono sacchi e mescole di carta sufficientemente resistenti per l’utilizzo come contenitore della frazione organica.
Rispetto invece ai sacchi “biodegradabili” ma NON compostabili e non conformi alla norma UNI EN 13432 va precisato, come del resto riportato nel position paper del Comitato Tecnico del Consorzio Italiano Compostatori e in recenti articoli di stampa, che gli stessi possono produrre danni se impropriamente utilizzati dai cittadini nella raccolta della frazione umida in quando non essendo biodegradabili nei tempi propri del compostaggio ma frammentabili (e non disintegrabili) determinano un peggioramento della qualità del compost, analogamente gli stessi sacchi determinerebbero, a mio avviso, un peggioramento della qualità del terreno se fossero abbandonati nello stesso, abbandono del resto vietato da qualsiasi norma e sanzionato dalla Legge.   Rimane quindi l’invito, anzi di fatto l’obbligo, per i cittadini a verificare bene la compostabilità dei sacchi che utilizzano per la raccolta differenziata della frazione umida onde evitare problemi alla filiera del compostaggio.”

Il telespettatore conclude così: “la lobby della cosiddetta bioplastica (termine iniquo e forviante) detta anche da noi ricercatori  la pannocchia-connection sta contribuendo alla divulgazione di notizie false e tendenziose al fine di ricavarne importanti interessi di monopolio di fatto aiutata e supportata anche da Ministri di questo Governo che hanno palesi interessi all’interno della stessa.”

Giacetti risponde:

“Rispetto a presunti  interessi di Ministri di questo Governo o relativamente alla lobby dei produttori di bioplastica, tengo a precisare che le opinioni che ho espresso sono supportate da fatti e norme verificabili e riscontrabili come si può vedere anche consultando i link riportati di seguito ed è su questo piano che un eventuale confronto dovrebbe avvenire.”

http://www.helpconsumatori.it/?p=38548

http://www.iltempo.it/adnkronos/?q=YToxOntzOjEyOiJ4bWxfZmlsZW5hbWUiO3M6MjE6IkFETjIwMTIwMTEyMTYwMDQzLnhtbCI7fQ==

http://www.plasticaverde.eu/index.php?option=com_content&view=article&id=472:giro-di-vite-sugli-shopper&catid=29:the-cms&Itemid=100

 

 

cambiare percorso

by cristina - January 16th, 2012

Sto mettendo ordine nella casella di posta elettronica e ho trovato un’intervista radiofonica del 19 gennaio 2011 a “Protagonisti” su rtl  – un anno fa, che potrebbe essere oggi. E’ breve, ascoltatela.

cambiare percorsi in città mette in moto altre piacevoli, quotidiane evoluzioni

Approfitto per fare “outing” scusandomi con i telespettatori di Striscia che mi scrivono su cristinagabetti@gmail.com, perché gli arretrati sono mastodontici e sono a marzo del 2011 …torno al lavoro.

 

 

Entra in vigore oggi Area C a Milano

by cristina - January 16th, 2012

Non rappresenta “la” soluzione bensì l’inizio di un percorso e può essere un acceleratore di trasformazione perché costringe l’Amministrazione ad investire nella mobilità sostenibile per realizzare una città a misura d’uomo anzichè d’auto, come avviene nel resto d’Europa.

Molti cittadini hanno un atteggiamento di pragmatica disponibilità e apertura nei confronti di Area C perchè sanno che  non si può andare avanti in questo modo. Traffico e smog producono costi e disagi inaccettabili. Sono disposti ad accettare cambiamenti, modifiche e nuove abitudini nell’interesse di tutti a una condizione: che il provvedimento funzioni, che il cambiamento e i sacrifici richiesti dimostrino nei fatti di servire davvero a migliorare la qualità della vita nella nostra città, che l’Amministrazione sia in grado di sostenere con azioni concrete la costruzione di un nuovo modello di mobilità, potenziando innanzitutto il servizio di trasporto pubblico.
Area C è una prima risposta ai  cinque referendum sull’ambiente e la qualità della vita urbana che hanno mobilitato con successo la cittadinanza Milanese.
Purtroppo l’amministrazione comunale ha ceduto sul piano del rigore e dell’equità alla lobby dei commercianti, quasi dimezzando la tariffa per furgoni e camion (responsabili da soli del 30% dell’inquinamento in Area C)  senza nemmeno vincolarli al rispetto di determinate finestre orarie.
Dall’altro, forse pensando di recuperare in questo modo un po’ del perduto rigore, si è scelto di abbandonare l’abbonamento agevolato per i residenti in Area C (attuata ad esempio a Londra), introducendo per i residenti del centro dopo i primi 40 accessi un pedaggio che disincentiva, di fatto, il ritorno a casa propria. Questa scelta sbagliata dovrà essere rivista dall’Amministrazione, ma intanto ha generato polemiche e propagande negative che sostengono solo coloro che per principio sono contrari a qualunque misura di regolazione e limitazione del traffico privato.
Abbiamo bisogno di muoverci insieme. Non possiamo permetterci di stare a guardare.
I cittadini sono invitati a segnalare ogni situazione che richieda un intervento di aggiustamento per quanto riguarda il provvedimento Area C, e soprattutto il trasporto pubblico, per fare in modo che problemi e disservizi vengano risolti, anzichè diventare pretesto per affossare il provvedimento e, con esso, la concreta opportunità di migliorare la città in cui viviamo.

Lo possono fare in rete, sui giornali, alle associazioni per la tutela dell’ambiente, allo stesso comune. Con atteggiamento costruttivo.

Ridurre inquinamento e traffico è nell’interesse di tutti.

sacchetti riutilizzabili, compostabili e biodegradabili

by cristina - January 15th, 2012

I sacchetti riutilizzabili restano i migliori, perché sono resistenti, reggono bene il peso del contenuto e non diventano spazzatura.

L’associazione Porta la Sporta si batte per sensibilizzare i cittadini a usare borse riutilizzabili. E’ una semplice abitudine che, una volta allenata, da molta soddisfazione e fa bene all’ambiente.

http://www.portalasporta.it/borse.htm

I sacchetti  compostabili sono regolamentati dalla normativa europea EN 13432, secondo cui  un materiale, per definirsi “compostabile”, deve degradarsi di almeno il 90% nell’arco di 3 mesi a contatto con materiali organici, lasciando frammenti di dimensioni inferiori a 2 mm, e in un periodo massimo di 9 mesi in ambienti ricchi di anidride carbonica.

Su wikipedia è speigata la normativa europea.

Dal 1 gennaio 2011 sono stati messi al bando i sacchetti usa e getta in polietilene e da allora c’è molta confuzione.

Quelli di bioplastica sono composatabili, ma per la maggior parte sono derivati dal mais e generano una domanda della materia prima che può incidere sul prezzo della derrata alimentare. Inoltre sono delicati e si rompono facilmente, creando un certo disagio.

Quelli di carta si degradano in natura, ma per produrre la carta si consuma molta acqua.

Nella grande distribuzione, in Italia, circolano molti sacchetti marchiati “biodegradabile”. Come abbiamo detto nel servizio andato in onda ieri sera a Occhio allo Spreco su Striscia la notizia, non sono compostabili e possono contenere solventi chimici che frantumano i composti in frazioni minute ma lasciano residui tossici per l’ambiente. Non possono essere usati per conferire la frazione umida, ma chi se li trova in casa può riutilizzarli tante volte per il trasporto di altri oggetti e merci, e infine  conferirli con  il secco non riciclabile.

E’ una materia complessa e vi invito a partecipare alla discussione.

 

sacchetti compostabili e biodegradabili

by cristina - January 14th, 2012

Questa sera  Occhio allo Spreco su Striscia la notizia spiegherà la differenza tra biodegradabile e compostabile.

Lunga vita ai sacchetti riutilizzabili! Sono ancora la scelta migliore. Tranne qualche rara eccezione, sono 2 anni che non esco mai di casa senza una borsa vuota. Nel mio piccolo, ho risparmiato all’ambiente migliaia di borse usa e getta. Fare bene all’ambiente fa bene allo spirito.

 

orti sovversivi

by cristina - January 10th, 2012

Dal blog di Carimate in transizione, che fa parte del network internazionale Transition Towns, comunità nel mondo che si stanno svezzando dal petrolio,  sono arrivata all’intervento di Roger Doiron su Ted Talks. Rupo e Gigliola di Transition Italia  l’hanno tradotto in italiano – merita – intrattiene informando.

http://carimateintransizione.wordpress.com/2012/01/10/orti-sovversivi-come-coltivare-la-rivoluzione-nel-proprio-cortile/

BUON 2012

by cristina - January 6th, 2012

A sentieri luminosi e vasti orizzonti su cui proiettare i sogni più ambiziosi.