tempo
by cristina - May 24th, 2010Cerco lo spazio colorato dell’animo mio, nell’immensità che rispecchia il cosmo. Incontro luci e ombre, speranze e dubbi, paura e forza. Nuoto, bracciate morbide, poi tese, arriva l’onda, mi immergo, mi travolge, poi ci scivolo sopra. Volo, ali tra le onde, vedo l’orizzonte, ecco la rotta, le vado incontro. Entro nella giornata, proiettata nel momento, dentro all’azione, aperta a cogliere l’irripetibile. Sento musica, ritmi e armonie; canto anch’io, sono viva, si amplifica il segnale. Tante voci, infiniti strumenti, sono uniti nel coro. Sento cuori che battono, respiro potente. Il rumore si perde. Il tempo scorre. Il viaggio intenso e breve mi porta a casa. Un mondo nel mondo. Le radici. La missione. Pace e turbolenza, gioia e riconoscenza. Casalinga, madre, moglie, figlia, sorella, amica, zia, cugina. Energia che viene e che va. In profondità.
Presente al presente, non ho visto arrivare l’estate. Mi son trovata qui, senza interruzioni. Cara Margarita, il verde è guarigione, è in ogni foglia. Posa l’occhio dove può riposare, poi invita il colore, a rientrare, nel tuo cuore.
inno al colore
by cristina - March 30th, 2010Di questi tempi non è facile vedere la vita in technicolor. Per questo, il nero non mi piace più. E’ la somma di tutti i colori, è il buio dal quale germoglia la vita, ma in quel buio, in un certo senso, ci troviamo già. Il colore è di buon auspicio per condurci verso tempi più rosei. Il rosso corrisponde al primo chakra, è il colore della passione, emozione necessaria per uscire dal torpore. Il rosso stimola azione, forza, coraggio, vigore e sensualità. Chi può farne a meno? L’arancione è associato al secondo chakra (posto sotto l’ombelico) ed è legato alla socialità, l’allegria e l’ottimismo; non a caso è quello preferito dai clown. Per attirare il buon umore immergiamoci nell’arancione! Giallo corrisponde al terzo chakra, il plesso solare, è espansivo, caldo, e favorisce la concentrazione e l’attività mentale. Verde è il colore del quarto chakra, del cuore; è il punto d’incontro tra le tonalità calde e fredde, tra i primi chakra legati alla terra, la materia, e quelli più alti, legati allo spirito. Il cuore è il grande mediatore. Verde è pace, armonia, guarigione; verde è il nuovo nero, ma vuole coerenza con ciò che significa, quindi va usato bene. NO al greenwashing, allo schiamazzo verde, agli slogan. SI al sentimento, all’amore, al bene più autentico. Azzurro è è terso come l’acqua e il cielo, è il colore del chakra della gola, e limpida è l’espressione di una persona allineata. Il terzo occhio, o sesto chakra, è indaco, colore che stimola l’intuizione. Sovente sappiamo che strade percorrere, ma quando il pensiero s’impone, il nostro istinto viene sopraffatto dal cervello che macina. Al settimo chakra sono associati diversi colori: ultravioletto, oro, bianco; è la fontanella, il nostro punto di corrispondenza con il Divino, con l’energia che scorre in ogni forma di vita. Il bianco ha la lunghezza d’onda più veloce dell’intero spettro cromatico, e siccome vogliamo accelerare il diffondersi di pace, giustizia, collaborazione e ogni buon principio che possiate volere, portiamo luce e colore nel nostro quotidiano!
saffetta
by cristina - March 17th, 2010Il tempo non è lineare, dunque Mauro risponde al post su Fa’ la Cosa Giusta e io ringrazio Mauro per l’ospitalità a Rivalta, dove lunedì sera sono stata ospite per un incontro aperto e vivace. Nel vecchio mulino del paese, la piccola comunità dialoga, macina idee, cerca di conuigare un quotidiano sempre più teso alla pratica della sostenibilità con una gestione politica del territorio. Il dibattito si è concluso in levare, e i toni sereni si sono agitati sul tema della TAV. Grazie a Mauro e Mauro, due uomini accomunati non solo dal nome, ho un’esaustiva documentazione da leggere. La questione è tremendamente complessa, ma molti paesi hanno accolto l’alta velocità e dunque, seppur nel nostro paese tutto sia sempre complicato, resta il mio candido desiderio: che gli italiani si possano muovere in Europa con facilità, senza dover ricorrere all’aereo che inquina 10 volte più del treno, e che nei cargo si scelga di trasportare il necessario, eliminando il superfluo, sulle vie ferrate, perchè le nostre strade sono intasate e asfisianti. Io continuerò, finchè ho speranza, a lanciare un intento, quello di trovare, insieme, la strada per essere più leggeri, affinchè i nostri figli e i nostri nipoti ereditino un modo di fare più digeribile per la nostra splendida terra.
il potere dell’intento
by cristina - March 16th, 2010Fà la cosa giusta non è stato un imperativo, bensì un invito, una grande occasione per pensare insieme. La fiera (milano) del consumo critico e degli stili di vita sostenibili è stato partecipato, allegro, positivo. L’ostacolo semantico delle parole chiave è notevole. Si dice consumo critico, ma l’atmosfera era propositiva, dinamica, costruttiva. La critica è superata da soluzioni. Muovendomi per i padiglioni animati, ho vissuto esperienze bellissime di spontanea collaborazione, di intesa e connessione. Che gioia! L’intento comune di dare forza alla nuova economia che sta crescendo è palpabile. Chi è già nell’onda lo sa bene, chi non lo è, è invitato a tuffarsi. Provare per credere.
Alfabeto delle Primedonne
by cristina - March 9th, 2010La settimana scorsa ho ricevuto una telefonata dall’ufficio dell’Assessore Moioli:
“Lei è stata scelta per un riconoscimento che il Comune di Milano darà l’8 Marzo. L’alfabeto delle Primedonne, un ringraziamento per il lavoro che svolge…che svolgete…..A lei abbiamo assegnato la Q per Qualità della Vita.” Sorrido da un orecchio all’altro. Mi siedo. “…Iniziando con la A di Associazioni, fino alla Z di Zoom….” Sono curiosa. Lunedi 8 Marzo, ore 18, sala delle 8 colonne, Palazzo Reale. La telefonata è breve, e anche lo spazio di tempo che dedico all’invito. Sto gustando il piacere della soddisfazione ma non passa un minuto prima che suoni nuovamente il telefono. Mi tuffo nella giornata e passo come un razzo da un ruolo all’altro - cosa che noi donne siamo esperte a fare. La sera mi ricordo di chiedere l’alfabeto completo. Non conosco nessuno, se non alcune, di nome. Mi riprometto di googlare, ma resta una promessa, perché le giornate scivolano via come il sapone.
E così arriviamo ad oggi.
Mattina: casa e famiglia. Bisogni primari. Pomeriggio: computer…..sono a metà operazione, il sito sul quale sto lavorando s’inchioda - allungo l’occhio sull’ora. 16.35. Sono tutt’altro che presentabile. Balzo dalla sedia, doccia, cosa mi metto, sistemo la tribù – 8,13, 15 anni – tre scenari diversi – esco di casa. Alle 17.25 salgo sul tram. Giusta giusta.
Arrivo a Palazzo Reale. Attraversato il secondo cortile, rallento. Salgo dalla scala nobile godendomi il passo dei gradini, una bella tregua rispetto a quelli alti del metrò che sono abituata a percorrere. La sala è bellissima. Non ero mai stata. 8 colonne bianche segnano il perimetro. La stanza è piena. Guadagno il mio posto in seconda fila. Alla destra è seduta Elettra Lorenzano – O per Oltrefrontiera. Elettra è medico, e dedica sempre più tempo all’Africa dove assiste i malati nel Baobab Medical Centre di Biriwa in Ghana, con l’associazione Amicus-Onlus di cui fa parte. Ci raccontiamo, e le nostre storie sono interrotte da pochi, bellissimi arrivi di parenti e amici (grazie!!) A sinistra arriva una donna imponente e autorevole. Veste la divisa di lana blu da cerimonia. E’ Marta Tampieri, Commissario aggiunto del Comando di Polizia municipale della Zona 9. Con lei nè io nè Elettra riusciamo a creare un contatto oculare. Marta guarda davanti a sè. Arrivano il Sindaco Letizia Moratti e l’Assessore Mariolina Moioli.
Inizia la cerimonia.
E’ l’evento meno istituzionale che abbia mai vissuto. C’è spontaneità, calore; un’affinità tutta femminile. Nelle parole del Sindaco non c’è ombra di formalità. L’Assessore Moioli e la Prima Cittadina raccontano l’idea del loro alfabeto con la leggerezza di un momento sereno, in una giornata emblematica, per valorizzare il semplice, appassionato e tenace operare di un campione di milanesi. Si sente che questo incontro è stato pensato ma non forzato, e che chi riceve lo fa col cuore. Non c’è spocchia e non c’è vanto, niente esibizionismo né auto celebrazione. E’ un constatare che esiste una vena di positività e di determinazione nella nostra città, un campione di tante donne che qui, tutti i giorni, fanno. Un campione di milioni nel mondo che fanno del bene. Io ringrazio per esser stata scelta, per la prova che quel mondo possibile, solidale, armonioso e sostenibile che già esiste, potrà diventare la realtà di tutti. Se questa energia si compatta, è fatta.
Insieme a me, hanno ricevuto il riconoscimento:
• per la categoria Associazioni: Ilaria Malvezzi, dal 2003 Direttore generale
della Sezione provinciale di Milano della Lega italiana per la lotta contro i
tumori.
• per la categoria Business: Anna Fabbri, dal 2002 Group financial reporting
manager del Gruppo Autogrill.
• per la categoria Commercio: Lionella Maggi, titolare dello Studio
immobiliare Maggi e vicepresidente della Borsa immobiliare di Milano.
• per la categoria Design: Paola Navone, architetto, designer, interior
designer, critica, professore di fama internazionale e art director di
Richard Ginori 1735.
• per la categoria Educazione: Ana Paula Giolli, fondatrice
dell’associazione “Donne in cammino”.
• per la categoria Famiglia: Gianna Savaris, dal 2008 presidente del Forum
milanese delle famiglie e membro direttivo del Sindacato delle famiglie.
• per la categoria Giornalismo: Carla Vanni, direttore di Grazia dal 1978 al
2006 e attuale direttore del Grazia International Network.
• per la categoria Hospitality: Daniela Bertazzoni, presidente della Vega
spa che gestisce lo storico Grand Hotel et de Milan.
• per la categoria Impresa: Federica Ferrario Olivares, fondatrice nel 1987
della Casa editrice “Edizioni Olivares”.
• per la categoria Lavoro: Luigia Cassina, responsabile del Coordinamento
donne per la parità e le pari opportunità della Cisl.
• per la categoria Medicina: Federica Agosta, neurologa ricercatrice della
Neuroimaging Research Unit dell’Istituto di Neurologia sperimentale,
divisione Neuroscienze, dell’Istituto scientifico e Università Vita-Salute
San Raffaele di Milano.
• per la categoria No Profit: Fede Zanchi Mezzanotte, dal 2000 presidente
della Fondazione Prospero Zanchi.
• per la categoria Oltrefrontiera: Elettra Lorenzano, medico che in Ghana ha
fondato l’associazione Amicus-Onlus, dove opera nel “Baobab Medical
Centre” di Biriwa.
• per la categoria Politica: Camilla Musciacchio, presidente e socio
fondatore dell’associazione “Donne in Libertà” del Popolo della Libertà.
• per la categoria Ricerca: Annamaria Vezzani, capo del laboratorio di
Neurologia sperimentale dell’Istituto di Ricerche farmacologiche Mario
Negri.
• per la categoria Sicurezza: Marta Tampieri, Commissario aggiunto del
Comando di Polizia municipale Zona 9.
• per la categoria Tecnologia: Roberta Cocco, direttore Marketing centrale
di Microsoft Italia.
• per la categoria Università: Claudia Sorlini, preside della facoltà di
Agraria all’Università di Milano.
• per la categoria Volontariato: Mariavittoria Rava, presidente della
Fondazione Francesca Rava – N.P.H. Italia Onlus.
• per la categoria Zoom: Barbara Bianchi Bonomi e Ines Quartieri. La
prima premiata è presidente dell’associazione Children in Crisis Italy
Onlus. La seconda è insegnante, consigliere comunale e presidente della
commissione Pari opportunità del Comune di Milano.
il giusto limite
by cristina - March 3rd, 2010Nello spirito della convivisione, anima del web, vi invito a leggere l’estratto di un libro che mi ha mandato un amico. Potrebbe essere stato scritto oggi. Godetevi la saggezza dei pensieri che espone, senza affidare etichette culturali o temporali:
“A questo proposito, penso che i giapponesi di un tempo fossero molto più saggi degli occidentali. Di recente il pensiero occidentale – bisogna affrontare le cose con spirito positivista – va di gran moda, ma ha un grosso svantaggio. Non conosce limiti. Per quanto si insista ad andare avanti, non si è mai soddisfatti e non si raggiunge mai la perfezione. Lo vedi quel cipresso laggiù? Toglie la visuale, meglio farlo abbattere. Ma dietro c’è una pensione che dà ugualmente fastidio. E se si fa radere al suolo la pensione, questa volta è una casa a darci sui nervi. Non c’è limite, per quanto si avanzi. Questo è il metodo degli occidentali. Neppure Napoleone o Alessandro, dopo le loro conquiste, si sono sentiti del tutto soddisfatti.
Il sistema oligarchico non ti piace, vuoi passare alla democrazia, ma una volta passato alla democrazia sei deluso e auspichi un’altra forma di governo. Il fiume ti dà fastidio e ci metti un ponte. Non sopporti la montagna e scavi un tunnel. Il traffico ti annoia, costruisci una ferrovia. Ma non è in questo modo che potrai essere definitivamente soddisfatto. E anche se lo fossi, fin dove un essere umano può appagare la propria volontà in maniera positiva? La civiltà occidentale è forse positivista e progressista ma tutto sommato è stata creata da uomini che hanno vissuto tutta la vita scontenti. La civiltà orientale non cerca la propria soddisfazione attraverso il cambiamento di fattori esterni a sé. Si è sviluppata secondo il principio fondamentale che non bisogna spostare i confini del proprio territorio, in questo è agli antipodi di quella occidentale. Se la relazione tra genitori e figli non è buona, non cerchiamo di migliorarla per sentirci tranquilli, come farebbero gli occidentali. L’accettiamo com’è e proviamo a trovare un modo per convivere ugualmente in pace. La stessa cosa vale per la relazione tra marito e moglie, tra persone di classi sociali diverse e per il nostro modo di considerare la natura stessa. Se una montagna ci impedisce di andare nel paese vicino, non ci viene l’idea di spianarla, ma ci inventiamo una ragione che non renda più necessario recarci in quel paese. Ci alleniamo a essere soddisfatti anche senza spianare la montagna. Guarda i seguaci dello Zen e i confuciani, loro sì che hanno una comprensione profonda di questo problema. Nessuno a questo mondo, per quanto in alto salga, può fare tutto quello che vuole. Nessuno potrà impedire che il sole tramonti a Ovest, o invertire il corso del fiume Kamo. L’unica cosa su cui possiamo agire è il nostro spirito.
Si racconta che un monaco buddhista*, tanto tempo fa, nel momento in cui stavano per tagliargli la testa, abbia pronunciato questa frase bellissima: “Il guizzo della folgore, e la tua spada taglierà solo la brezza di primavera!”. Sforzandosi di raggiungere la libertà di spirito e arrivando al limite estremo della passività, si diventa forse capaci di questa straordinaria forza spirituale.”
tratto da Io sono un gatto , di Natsume Soseki. 1905
*Mugaku Sogen, nome giapponese del monaco cinese Wuxue (1226-1286), che nel 1282 fondò nella città di Kamakura il tempio Engaku, centro della setta Zen Rinzai in Giappone. La frase citata indusse il soldato incaricato di tagliargli la testa a risparmiargli la vita.
potere alle azioni dei singoli
by cristina - February 28th, 2010Si sta per concludere la tanto discussa domenica a piedi, tra liti, esenzioni e soluzioni inefficaci. In mezzo ci siamo tutti noi, la nostra salute e la nostra coscienza. I danni provocati dall’inquinamento dell’aria sono accertati, e i provvedimenti seri per rientrare nelle soglie dettate dalla comunità Europea sembrano essere lontani. Se tutti i padani accogliessero la sfida di porre rimedio all’emergenza smog pianificando l’uso dell’automobile, mettendosi al volante solo quando è necessario, condividendo viaggi con colleghi per andare in ufficio e con i vicini di casa per portare i figli a scuola, provando il car sharing e il bike sharing, e usando di più i mezzi pubblici, i risultati sarebbero presto evidenti. Dagli ultimi dati, emerge che sono i mezzi di trasporto ad incidere maggiormente sulla qualità dell’aria. E ciascuno di noi può fare la sua parte. Altro inquinatore è il riscaldamento. Il 57% dell’energia che usiamo nelle nostre case viene sprecato, e gli interventi di riqualificazione energetica costituiscono un rimedio efficace. chi, per un motivo o l’altro, non è in grado di intervenire subito, può contribuire ad invertire la rotta abbassando il termostato di un grado. E’ un’azione utile per inquinare meno e per ammalarsi di meno. Chi abita in un appartamento con un impianto centralizzato può convincere l’amministratore del proprio condominio a portare la temperatura delle caldaie a 55, 60 gradi (in genere è a 70). Mediamente, le nostre case sono troppo calde d’inverno e troppo fredde d’estate. Vanno sostituite le vecchie caldaie, e ciò avviene quando i condomini sono capaci di mettersi d’accordo. I problemi che stiamo affrontando sono un invito a uscire dalla gabbia di egoismi e scelte a breve termine. Sono un invito a fare squadra con persone affini, adottare soluzioni collettive e creative, essere proattivi e responsabili. Non c’è più tempo per stare a braccia conserte e aspettare.
dalle parole ai fatti
by cristina - February 27th, 2010A Carimate: Grande successo della “Festa dellʼEnergia Positiva” con Cristina Gabetti come madrina dʼeccezione
A suoni di tamburi e con Cristina Gabetti come madrina dʼeccezione si è conclusa la prima Festa dellʼEnergia Positiva organizzata domenica 21 febbraio 2010 dal gruppo di Carimate in Transizione, con il patrocinio del Comune di Carimate. Eʼ stata una giornata allʼinsegna dellʼallegria e della positività, un vero e proprio laboratorio creativo, che a tutti coloro che vi hanno partecipato ha fornito ispirazione ed idee su come affrontare i cambiamenti e costruire una cittadinanza più attiva e consapevole. Lʼarea espositiva proponeva tutto quello che i cittadini possono fare o a cui dare impulso: una panoramica sulle “città in transizione”, consigli sullʼecologia domestica e come crescere bambini in modo felice ed ecologico, il tema dellʼacqua pubblica, ecc. Il Gruppo di Acquisto Solidale di Montesolaro e Carimate ha fatto apprezzare cosa è possibile acquistare in modo responsabile e favorendo piccoli produttori locali. I bambini, grazie allo staff dellʼazienda Ecotoys, hanno potuto conoscere giochi e giocattoli fatti in sintonia con la natura, come il legno e il simpatico happymais. Lʼautoproduzione ha a sua volta ricevuto grande enfasi, dai saponi al pane, passando per i detergenti fatti in casa. Per pranzo è stato allestito un ricco buffet, a km 0, con prelibatezze portate rigorosamente da casa dai partecipanti. Sin dalla mattina i cittadini hanno dimostrato il loro interesse tramite la grande affluenza che nel pomeriggio si ulteriormente intensificata a partire dalla proiezione del film documentario “The age of Stupid” (lʼEra dello Stupido) e poi con la conferenza conclusiva di Cristina Gabetti, che ha presentato il suo ultimo libro “Occhio allo spreco” (Ed. Rizzoli).
Oltre alle necessarie informazioni su come poter rendere più compatibile con i tempi il proprio stile di vita, anche i contributi artistici hanno fatto la loro parte, come i momenti musicali di percussioni, dove i partecipanti, guidati da un bravissimo musicista, hanno animato lʼatmosfera. Nel Salone del Torchio è rimasto il dipinto di un albero, simbolo della visione di “Carimate 2020” che ha già raccolto diversi pensieri scritti sui “frutti” (in cartone), tra cui anche bollono in pentola altre idee ed iniziative. Per tenersi aggiornati è sufficiente collegarsi al sito http://carimateintransizione.wordpress.com
La storia continua ed il cammino prosegue.
prossimi apputamenti
by cristina - February 18th, 2010E’ un periodo denso di incontri, opportunità per dibattere sui temi tanto complessi della sostenibilità e soprattutto occasioni per diffondere a diretto contatto con la gente, le tante buone pratiche oggi necessarie per sostenere la transizione che è in atto, ma che è ancora troppo nascosta al grande pubblico.
Domenica 21 Febbraio alle ore 17 sarò alla festa dell’energia positiva a Carimate, e e alle 21 sarò allo Spazio Oberdan a Milano per parlare di Occhio allo Spreco durante la rassegna “Baciati dal Sole” organizzato da Legambiente.
Spero in un pubblico numeroso e partecipe. Il dialogo è un potente alleato in questi momenti di dubbi, incertezze e speranze.


